Recensione | Superbia La sindrome di Didone Vol. 2 di Christina Mikaelson

Recensione Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Buongiorno lettori e lettrici, ecco a voi la recensione del romanzo Superbia La sindrome di Didone Vol. 2 di Christina Mikaelson, il secondo volume, non autoconclusivo, della trilogia La sindrome di Didone.

Superbia è la continuazione di Tracotanza, un romanzo che ho adorato e di cui trovate qui la recensione.

Sono molto felice di aver potuto leggere questa storia in anteprima e di parlarvene oggi.
Penso che un libro sia stupendo quando, una volta finito, senti la mancanza dei personaggi e ti sembra di dover salutare un amico che è andato via troppo presto, con questo romanzo è stato esattamente così.

Questo romanzo vi lascerà a bocca aperta e con uno struggente desiderio di leggere il seguito, che spero esca presto!

Superbia di Christina Mikaelson

Recensione | Superbia La sindrome di Didone Vol. 2 di Christina Mikaelson

Titolo: Superbia
Autrice: Christina Mikaelson
Editore: Self Publishing
Data di uscita: 10/11/2021
Genere: Young Adult, Contemporary Romance
Pagine: 485
Prezzo Ebook: 2,99€ Gratis con Kindle Unlimited
Prezzo Cartaceo: 15,00€
GOODREADS
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Trama

Roma 2006.

Caterina e Adriano hanno raggiunto una tregua, entrambi sono venuti a patti con l’attrazione che provano l’uno verso l’altro, ma non hanno ancora rivelato a nessuno la verità sulla loro finta relazione. Intanto, però, il rapporto tra Leonardo e Beatrice inizia a incrinarsi e questo rischierà di intaccare i delicati equilibri che si sono stabiliti.

“Le sue labbra erano talmente vicine che sarebbe bastato tirare fuori la lingua per schiudergliele.
Le vide curvarsi in un sorriso sinistro, derisorio. Crudele.
«Rilassati, Farnesi. Qualche bacio e un po’ di petting non ti danno il diritto di comportarti come una fidanzata isterica. Non ti devo rendere conto di quello che faccio. Se avessi voluto stare al guinzaglio mi sarei tenuto Cecilia» la sbeffeggiò, con l’aria di chi poteva avere qualsiasi cosa e chiunque ai suoi piedi con uno schiocco delle dita. Compresa lei.”

Anche gli altri personaggi, intrecciati in maniera indissolubile ai protagonisti principali, dovranno fronteggiare le loro insicurezze più profonde.

Superbia, il secondo volume della trilogia, si addentrerà sempre di più nei pensieri e nei sentimenti dei ragazzi del liceo Giulio Cesare, raccontando i loro sogni e le loro debolezze.

Recensione

Odiava l’emozione che le scatenava quando le riservava un sorriso o la sfiorava anche solo di sfuggita. Lo odiava quando la faceva ridere, quando aveva ragione, quando la fissava intensamente con i suoi occhi di ghiaccio; lo odiava quando flirtava in maniera sfacciata con lei e detestava la sua assoluta mancanza di discrezione quando faceva battutine fuori luogo su tutto e tutti. Ma la cosa che odiava di più era il fatto che non riuscisse a odiarlo, nemmeno un po’, neanche un pochino, nemmeno niente, per citare uno dei suoi film preferiti.

Superbia è un libro che consiglio a tutti gli amanti dei romance young adult, ma anche a chi cerca una storia diversa dal solito che fa fare un tuffo nel passato ai ragazzi degli anni ’90.

Non racconta solo una storia d’amore, ma le vicende, molto intrecciate, di un gruppo di giovani alle prese con i classici problemi di adolescenziali: amore, famiglia e amici.

Uno dei pregi di questo romanzo è che nessuno viene trascurato, tutti i personaggi sono caratterizzati alla perfezione e a ciascuno di loro viene dato spazio nella narrazione.

La storia è raccontata in terza persona da un narratore esterno, al passato e alterna il punto di vista di tutti i personaggi, non solo dei protagonisti, spesso le voci sono alternate, anche nello stesso capitolo, questo ci permette di entrare nella mente dei personaggi e capire al meglio cosa pensano.

L’unico punto in cui mi è mancata la voce di Adriano è negli ultimi capitoli, ma questo perché Christina è sadica e ci vuole lasciare con la curiosità fino al prossimo romanzo!

Lo stile, che avevo apprezzato già nel primo romanzo, si riconferma perfetto.

Lui era magma e lei vulcano. Ma sarebbe bastata anche la più lieve brezza a tramutare il magma in ghiaccio e il vulcano in iceberg. Perché loro erano così, sempre soggetti alla più piccola perturbazione, cuori agitati dal vento. Non erano il ghiaccio e il fuoco, il bene e il male, il buio e la luce. Non si compensavano e non dipendevano l’uno dall’altro: avrebbero continuato a esistere lo stesso anche senza l’altro. Se uno fosse stato fuoco, l’altro sarebbe stato incendio. Se uno fosse stato guerra, l’altro sarebbe stato pestilenza. E come si faceva a spegnere il fuoco col fuoco? A battere il male con il male? A illuminare il buio col buio?

La trama è strutturata bene, il libro scorre piacevolmente ed è coinvolgente, ti tiene incollata alle pagine per sapere come andrà a finire.

Il livello di suspense è sempre molto alto, con vari colpi di scena che rendono ancora più intrigante la storia e sempre più difficile staccarsi.

capitoli sono abbastanza lunghi e viene dato ampio spazio a tutti gli avvenimenti.

L’arco temporale in cui si svolgono le vicende è abbastanza breve, un paio di mesi circa, in cui accadono tantissime cose.

I dialoghi sono fantastici, ho adorato le schermaglie tra Caterina e Adriano e ci sono anche molti parti in cui l’autrice lascia libero sfogo ai pensieri dei personaggi.

Le descrizioni, sia quelle fisiche dei personaggi che quelle dei luoghi sono molto dettagliate, tanto che si riesce a immaginare alla perfezione ogni situazione.

L’autrice usa un lessico colloquiale e un registro linguistico adatto all’età dei personaggi e al contesto in cui è ambientato.

Ciò che mi ha colpito di più è il modo in cui Christina riesce a descrivere le emozioni dei personaggi, è davvero brava in questo!
Ogni pagina è un’esplosione di sentimenti che senti addosso come se fossero tuoi, tutte le sensazioni sono molto intense.

I sensi di colpa erano subdoli, strappavano via lembi di pelle come un coltello affilato, procedevano per strati, fino ad arrivare all’osso.

Ci sono molte scene con la tensione sessuale alle stelle e altre più esplicite, ma niente di volgare, anzi sono scritte molto bene!

Leggendo questo libro ci ritroviamo nella Roma del 2006 al Liceo Classico Giulio Cesare ed è l’anno della maturità dei nostri ragazzi: Caterina, Adriano, Leonardo, Beatrice, Fabrizio, Nicola e Micaela, che purtroppo si è trasferita a Milano, ma è comunque presente.

Roma Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Piazza di Spagna – Roma Foto di Natasa Dav da Pexels

La storia tra Adriano e Caterina occupa una parte molto ampia della narrazione, non per niente il titolo è Superbia, caratteristica di cui entrambi sono la personificazione.
Il loro rapporto è come una bomba sempre sul punto di scoppiare, sono due persone molto simili sempre in lotta tra di loro e con le proprie emozioni.

Tra loro c’era sempre una maledetta gara alla quale nessuno dei due riusciva a sottrarsi. Una gara a chi faceva soffrire di più l’altro, in ogni senso possibile.

Leonardo è un personaggio su cui scopriamo molte cose in questo secondo romanzo, il suo rapporto con Beatrice subirà dei forti scossoni, ma non vi dirò di più, perché di cose gliene accadono parecchie e sono proprio curiosa di sapere cosa accadrà nel prossimo romanzo, secondo me ne vedremo delle belle!

Fabrizio ha un ruolo importante nei nuovi sviluppi ed è molto più presente rispetto al primo volume, così come Nicola e Micaela.

Li ho adorati, ho riso, pianto e sofferto insieme a loro.

Voi vi ricordate di loro?

Adriano

Adriano Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Adriano – Foto di Ralph Rabago da Pexels

Vivere un giorno soltanto da farfalla nel massimo del proprio splendore era meglio che vivere per sempre da bruco senza mai brillare, senza poter mai volare. Nel primo volume Tracotanza, l’avevo preferito a Caterina, ma nel secondo anche con lui ho avuto un rapporto di amore e odio.

Ci sono stati momenti in cui non l’ho sopportato, scelte che non ho capito e alla fine mi ha lasciato davvero perplessa, ma per gran parte del libro l’ho adorato.

È un ragazzo stupendo, non solo esteticamente, ma anche interiormente.
Sotto la sua armatura scintillante si nasconde un ragazzo dal cuore grande, che tiene chiuso a chiave e in cui non fa entrare nessuno, concede solo degli spiragli di sè a chi si impegna per conoscerlo a fondo.

Chi non mostrava il suo dolore, forse, ne provava più di chiunque altro.

Vorrebbe che chi gli vuole bene lo capisca davvero e vada oltre le parole, che interpreti i suoi silenzi e capisca quando menta e quando fa sul serio.

Lui e Caterina caratterialmente hanno molte cose in comune e forse è proprio per questo che il loro legame è così forte.

Ha alle spalle una storia molto triste che ha condiviso solo con Caterina, anche se Leonardo è il suo migliore amico, non gliene ha mai parlato, nemmeno da quando hanno fatto pace.
Si erano allontanati a causa di Irene, la ex di Leonardo, e ora stanno ricucendo il loro rapporto, anche grazie a Caterina, ma la gelosia potrebbe, di nuovo, rovinare tutto.

era convinto che sarebbero scappati tutti, non appena avessero saputo la verità sul suo conto. Ma non lei. Lei, al contrario di tutti gli altri, non avrebbe cercato di aggiustarlo. Perché lui non era rotto, non aveva bisogno di essere riparato.

Le uniche cose che lo fanno stare bene sono Lucrezia, la sorellina, e avere il controllo su tutto.

Sono convinta che sia innamorato di Caterina, a modo suo, ma sia troppo spaventato per ammetterlo, in più è, giustamente, scoraggiato dagli atteggiamenti contraddittori della ragazza.

Ama Roma e non vorrebbe vivere in nessun altro posto, il suo film preferito è Il gladiatore ed è romano fino al midollo.

Caterina

Caterina Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Caterina – Foto di Ron Lach da Pexels

È un personaggio verso cui ho provato sentimenti contrastanti per tutto il romanzo: se da un lato ammiro la sua forza e capisco molto bene le sue paure, dall’altra mi indispone la sua ostinazione a non mostrare ciò che prova, arrivando a mentire perfino a se stessa pur di conservare il proprio orgoglio.

Ho paura di non essere in grado di amare qualcuno come merita. Ho paura di non trovare la forza di mandare tutto a puttane quando o se arriverà il momento di farlo. Ho paura che quando sarò posta davanti a una scelta farò quella sbagliata. Ho paura perché comincio a non aver più paura di lui, mamma, ma di me quando sto con lui. Che mi sta succedendo?

Spesso l’ho compresa, la caparbietà con cui vuole apparire ad ogni costo dura e forte in realtà è soltanto un modo per nascondere le sue insicurezze e la scarsa autostima, teme che mostrando le proprie emozioni la renda più debole.

È una persona caparbia e determinata a raggiungere i propri obiettivi, ha molte idee che condivido: è femminista e sostiene che le donne debbano realizzarsi e inseguire i propri sogni al pari degli uomini. Spesso si scontra su questo con Adriano, il ragazzo condivide le sue opinioni, ma è molto più cinico e realista: troppa gente non rispetta le donne con ruoli di potere e una ragazza deve faticare il doppio per fare carriera.

Ciò che c’è tra lei e Adriano è più di una semplice attrazione fisica è un’intesa mentale fortissima, sono due persone che hanno tanto in comune, si stimolano a vicenda a dare sempre il meglio, ma si ostinano a non mostrare i propri sentimenti.

La sua intelligenza la attraeva più della sua bellezza. L’occhio vuole la sua parte, ma vuoi mettere l’orgasmo provocato da un cervello che funziona?

Secondo me, ciò che Caterina prova per Adriano è anche più forte dell’amore che crede di provare per Leonardo, ma non è pronta ad accettarlo, nè a dare fiducia al ragazzo, non del tutto almeno, perché le fa ancora male ciò che è accaduto tra loro l’anno prima.

Lui riesce a tradurre una versione di greco a occhi chiusi, canta le canzoni dei cartoni animati e dei Lùnapop come un idiota; si ricorda come diavolo ero vestita a Capodanno più di un anno fa e qual è la mia band preferita. È brillante, non è mai scontato, mi sfida ogni giorno e mi fa venire la voglia di oltrepassare i miei limiti, di essere meno cinica, di lasciarmi andare. Di avere fiducia.

Beatrice e Micaela sono le sue migliori amiche, ma lei spesso non è stata una brava amica con loro, raramente ascolta i loro problemi o si accorge se c’è qualcosa che non va, in più si sente in colpa nei confronti di Beatrice per averle nascosto la verità.
Con Micaela sono più unite, l’amica è una sorta di grillo parlante che le sbatte in faccia la realtà e non si fa problemi a cercare di aprirle gli occhi, ma anche con lei Caterina non si apre del tutto.

Micaela

Micaela Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Micaela – Foto di Valeria Boltneva da Pexels

È un personaggio che mi è piaciuto molto, ha dei segreti che custodisce molto bene, ma è un’amica fantastica.

Soprannominata Nana da Leonardo per la sua statura, è la migliore amica di Caterina da quando hanno cominciato il liceo e non sopporta né Adriano, né Leonardo e poi capirete perché.

I libri potevano salvarti in tanti modi, e lei lo sapeva bene.
Le avevano insegnato a essere una persona migliore, a distinguere il bene dal male, e a prendere come esempio persone pronte a tutto per difendere i propri ideali.
L’avevano salvata dalla solitudine in quei lunghi mesi lontana dalla sua vera casa, dandole l’illusione di avere un amico fidato a sostenerla anche in quella città a lei ostile.

Si è trasferita con la famiglia a Milano dove si sente un pesce fuori dall’acqua, non ha legato con nessuno dei nuovi compagni, ha frequentato per un po’ un ragazzo, Luca, un vero imbecille che dal momento in cui si sono lasciati ha fatto di tutto per metterle contro gli altri compagni di scuola.

È appassionata di fotografia ed è cintura nera di Karate, ma a differenza di Caterina, Adriano e Leonardo, non solo non ama nuotare, ma ha il terrore dell’acqua!

Leonardo

Leonardo Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Leonardo – Foto di Rafael Barros da Pexels

È un bel ragazzo moro dagli occhi verdi, ama nuotare e curare gli animali in più è bravissimo a disegnare e nel tiro con l’arco.

Ha sempre considerato Adriano come un punto di riferimento, una sorta di fratello maggiore su cui contare e da prendere come modello e si è sempre sentito inferiore a lui.

Il problema è che, a volte, sento di aver trattenuto il fiato così a lungo da non ricordarmi più come si respira. Di aver tenuto per troppo tempo la testa sott’acqua senza mai poterla tirare fuori, e mi sento come se fossi condannato a non interrompere quel ritmo.

Leonardo è nato in una famiglia che non l’ha mai voluto, da cui non ha ricevuto un briciolo d’affetto e ha un rapporto tremendo col padre, nonostante ciò è un ragazzo dolce e sensibile, ma molto tormentato che cerca solo qualcuno che lo ami.

Sta con Beatrice da qualche mese, ma il loro rapporto è molto superficiale e a entrambi manca qualcosa.
Lui ha sempre desiderato Caterina, ma prima che lei si mettesse con Adriano era convinto che non le interessassero i ragazzi, ora invece è invidioso perché la ragazza si sta aprendo con lui più di quanto non abbia mai fatto con Leonardo in passato.

Beatrice

Beatrice Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Beatrice – Foto di Vinicius Wiesehofer da Pexels

Essere belle, a volte, era una condanna, un’etichetta che la gente ti cuciva addosso a vita. Sei bella e di successo? Allora lo devi alla tua bellezza e alle persone con cui sei andata a letto, non alle tue abilità. Quante donne se lo erano sentito dire?

È un altro personaggio che ha avuto molto spazio nel romanzo e ne sono felice perché se lo merita!

Anche lei ha vissuto delle esperienze molto brutte in passato e ha avuto problemi da cui non è uscita del tutto.

È una ragazza molto bella, bionda con gli occhi azzurri è appassionata di moda e bravissima a preparare dolci.

Tutti la vedono come una persona dolce, solare e gentile con il prossimo, ma pochi si accorgono che è anche un’attenta osservatrice.

È un’inguaribile ottimista, molto curiosa e dice sempre quello che pensa senza problemi.

Ha una scarsa autostima, nonostante la sua bellezza, perché sembra che il suo aspetto oscuri tutto il resto e che la gente non la consideri per com’è davvero, ma solo per come appare.
Anche Caterina l’ha sempre sottovalutata, considerandola meno profonda di quello che è in realtà.

Nessuno sa ciò che la tormenta, nemmeno Leonardo con cui ha una relazione molto superficiale fatta di sesso, uscite fuori e poco altro.

A lei tutto questo però non basta più, vuole qualcuno che la consideri e si preoccupi di lei. Una persona a cui interessano i suoi sogni e desideri e la apprezzi per quello che è realmente, non solo per la l’aspetto che ha.

Quando sorrideva era come se uno spiraglio di sole entrasse con prepotenza nella stanza buia della sua vita. Sta capendo tante cose, anche grazie a Fabrizio e alla sua sfacciataggine, la sua paura, però, è che anche il ragazzo l’abbia idealizzata, ma non è così, lui l’ha osservata per anni, in silenzio, sa tante cose di lei e vorrebbe conoscerla davvero.

Fabrizio

Fabrizio Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Fabrizio – Foto di Israelzin Oliveira da Pexels

Il mondo per Fabrizio era stato come una pistola, ma lui si era stancato di stare sotto tiro. È il classico bello e dannato, la sua aria da cattivo ragazzo in realtà nasconde un ragazzo fantastico, gentile e premuroso, che farebbe di tutto per la ragazza che ama.

In passato ha subito atti di bullismo per via delle sue origini moldave e non ha una grande autostima, nonostante sia pieno di ragazze che gli muoiono dietro.

È innamorato di Beatrice fin dal primo anno di liceo, ma lei l’ha sempre tenuto a distanza.

Quando cantava era come se tutto il resto divenisse sfocato e l’unica figura vivida, distinguibile in quella massa informe di suoni e colori, fosse lui. È un musicista, ama suonare il pianoforte e la chitarra, suona in una band che ha chiamato Beatrix e attraverso le canzoni che scrive possiamo scorgere la sua anima.

Nicola

Nicola Superbia La sindrome di Didone di Christina Mikaelson

Nicola – Foto di Flávio Santos da Pexels

È un personaggio che mi era piaciuto già nel primo volume e anche nel secondo è simpatico.

Ha, finalmente, confidato di essere gay a Fabrizio e ora che lo sanno anche i suoi amici Caterina è più tranquilla, non voleva essere l’unica a portare il peso di questo segreto.

Tutti hanno accettato molto bene la sua rivelazione, ma non se la sente di dirlo ai genitori e di uscire allo scoperto, perché proviene da una famiglia molto bigotta che non lo accetterebbe mai.

Cercare di ignorare il problema e stamparsi un sorriso in faccia era diventata l’unica medicina al suo male. Sorridere e nascondere le lacrime dietro le battute e la maschera da buffone era molto più facile. Forse se avesse finto che andasse tutto bene le cose si sarebbero magicamente aggiustate da sole. Se avesse finto di essere felice, prima o poi ci avrebbe creduto anche lui.

È innamorato del suo professore di lettere che sembra non ricambiarlo, anche se Nicola nutre ancora qualche speranza e vi dirò.

Vi ha incuriosito un po’ sapere qualcosa di loro?

Spero di sì e che leggiate entrambi i volume di La sindrome di Didone perché è una storia che merita di essere letta.

Adesso aspetto con ansia l’ultimo capitolo di questa storia, per sapere se ciascuno di loro avrà il proprio lieto fine e per avere una risposta alle mille domande che mi sono rimaste alla fine di Superbia, una tra tutte: “che cavolo combina Adriano?” seguita da “ma la notte di Capodanno che è successo esattamente?

Ringrazio l’autrice per avermi fornito la copia arc in anteprima.

Gratis con Kindle Unlimited

Autrice: Christina Mikaelson

Dopo aver esordito su Amazon con il Contemporary Romance Take a sad song edito da Un cuore per Capello, Christina Mikaelson ritorna con il primo volume di una trilogia Young Adult non autoconclusiva.

L’autrice nasce a Catania l’1 Ottobre del 1991.
La sua passione per la scrittura nasce fin da piccola, non appena è in grado di scrivere i suoi primi temi scolastici. Si avvicina al mondo dei libri a dieci anni, dopo aver letto Harry Potter e la Pietra Filosofale.

Qualche anno dopo comincia a scrivere di suo pugno e a postare online delle fanfiction sull’omonima saga; si esercita così per anni finché non decide di scrivere qualcosa di suo.

Per lei la scrittura rappresenta da sempre un’ancora di salvezza, nonché l’unico mezzo attraverso cui può esprimere se stessa.

Ha da poco aperto la sua casa editrice Chrysalide Publishing insieme alla sua amica autrice Alexandra Rose.

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