Recensione | Briseis Schiava di un re di Eleonora Fasolino

Recensione Briseis Schiava di un re di Eleonora Fasolino autopubblicato

Buongiorno lettrici e lettori,
ecco a voi la recensione di Briseis Schiava di un re, il nuovo romanzo di Eleonora Fasolino, un romance mitologico ambientato all’epoca della guerra di Troia che racconta la storia di Briseide, Achille e Patroclo da un punto di vista nuovo.

I protagonisti sono fantastici, mi sono entrati nel cuore fin dalle prime pagine con i loro desideri e fragilità.

Briseis Schiava di un re di Eleonora Fasolino

Recensione | Briseis Schiava di un re di Eleonora Fasolino

Titolo: Briseis Schiava di un re
Autrice: Eleonora Fasolino
Editore: Autopubblicato
Data di uscita: 29/09/2021
Genere: Romance storico
Pagine: 330
Prezzo Ebook: 2,99€ Gratis con Kindle Unlimited
Prezzo Cartaceo: 14,87€
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Trama

Il re la voleva. Anche se non era bella, anche se non era un’esperta delle arti di Eros, anche se era solo una schiava.
La sua.

Briseide non è più una principessa.
A renderla schiava è Achille, re dei Mirmidoni, splendido come tutto ciò che appartiene al divino, letale come la morte, temuto da tutti gli uomini.
Sembra non nutrire sentimenti, tranne che per la guerra e per Patroclo, valoroso principe e guerriero.
Non mostra particolare attenzione per la schiava che gli è stata donata. Del resto non ne ha mai posseduta una e dubita che la scialba troiana costituisca una tentazione.

Mentre la città di Troia si accinge a cadere e l’esercito acheo tenta la più impossibile delle conquiste, Briseide trascorre le proprie giornate nell’accampamento di Achille.
Non ha mai servito un uomo e non è esperta nelle arti dell’amore, ma con arguta condiscendenza trova ben presto il giusto compromesso per sopravvivere.

Achille non è un padrone compassionevole, eppure non c’è solo ferocia in lui. Gli sprazzi di umanità che fendono la sua spietatezza spingono Briseide a dubitare della fama oscura che lo accompagna.
Ad attirare l’interesse del re, invece, è il temperamento coraggioso che l’ingenua troiana non manca di dimostrargli.

Nonostante la storia li abbia resi nemici, forse non sono così diversi l’uno dall’altra.
Forse c’è molto in grado di unire uno spietato invasore e una principessa ridotta in schiavitù.

Sullo sfondo di una contesa destinata al canto della storia, con gli dei pronti a giocare una partita di vite, a farsi imprevedibile sarà proprio la tela del destino.
E quella dell’amore.

Recensione di Briseis Schiava di un re

L’amore non guarda all’immortalità, al buon senso o al destino. L’amore guarda se stesso. Trova in chi sopravvivere, come un malanno, e si insidia, logora, consuma. E non importa se siano dei o siano uomini, chiunque è pronto ad ammalarsi sino alla morte per l’amore

Briseis è un libro stupendo.
La mitologia non è mai stata la mia passione e solitamente non leggo romance storici, ma questa storia mi ha catturato.
Sono rimasta colpita soprattutto dalla trama ben strutturata e dallo stile dell’autrice.
Avevo già avuto modo di apprezzare la scrittura di Eleonora in Amabile inferno e qui si riconferma un’autrice molto in gamba.

Di questo romanzo ho amato tutto, in particolar modo la cura per i dettagli.
L’introduzione è fantastica, ironica e divertente, inoltre ogni capitolo inizia con un titolo esplicativo e una citazione tratta dalle Eneide di Virgilio, che si sposa bene con ciò che viene raccontato al suo interno.

La trama è particolare, parte dalle vicende narrate nell’Iliade di Omero e dai miti greci e latini, ma racconta una storia nuova, in parte inventata.

Chi non ha mai sentito parlare di Achille e Patroclo?
Quanti di voi conoscono la relazione profonda che li legava?
Sapete la storia di Briseide?

Io mi ricordavo a grandi linee di Achille e della guerra di Troia, ma tutto il resto è stata una piacevole scoperta, sicuramente se a scuola mi avessero raccontato i miti così li avrei apprezzati di più!

In Briseis non troverete grandi racconti di battaglie o di guerra, anche se sono presenti, ma una storia che parla d’amore e condivisione.

Patroclo e Achille non potevano apparire tanto distanti e diversi, ma insieme… insieme qualcosa scorreva, tra loro, spogliandoli di scudi e armi e intrecciandoli come rami d’alloro

Quando Briseide viene donata ad Achille come schiava dai suoi soldati le vite dei due ragazzi cambiano, entrambi sono attratti da lei, ma lei non è una schiava qualsiasi è una principessa troiana che non si rassegna con facilità alla nuova condizione, preferirebbe morire piuttosto che essere sfruttata e usata nei modi peggiori.
Achille, d’altro canto, non è un padrone come gli altri e impedirà a chiunque di farle del male, gli unici a decidere delle sue sorti saranno lui e Patroclo.

L’ambientazione è fondamentale, non fa solo da contorno, ma è parte integrante della storia e molto suggestiva.

La narrazione copre uno spazio di tempo abbastanza ampio che va da quando Briseide diventa schiava di Achille fino alla caduta di Troia.
Il romanzo ci viene raccontato passato, in terza persona e il punto di vista è sempre quello della ragazza.

La penna di Eleonora è sublime, attraverso immagini evocative ci racconta le gesta di questi personaggi con uno stile elegante e raffinato.

Il lessico utilizzato è caratteristico, in perfetta armonia con la storia e il contesto storico in cui è ambientata.

Le descrizioni sono molto curate e il modo di esprimere le emozioni stupendo.

Le onde frusciavano come orlo di una veste grande tanto quanto l’oceano intero. Una veste cucita dalle Nereidi e da tutte le altre ninfe dell’acqua, immaginò Briseide.

È un romanzo anticonvenzionale, a tratti esplicito, ma mai volgare.
Il legame che unisce Achille, Briseide e Patroclo è speciale, un amore unico e bellissimo.

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Briseide, Achille e Patroclo Immagine di Amerikawho 

Ci.
Loro.
Erano un qualcosa.
Qualcosa di inspiegabilmente confortante da ascoltare in una sillaba.

Ho adorato le schermaglie tra Achille e Briseide e in generale i dialoghi sono scritti molto bene.

Il ritmo della narrazione è adatto alla storia, ad ogni avvenimento è dato lo spazio che merita e ci sono delle riflessioni molto belle.
Una in particolare mi ha colpito per la sua attualità e ritengo sia stupenda:

un uomo poteva distruggere un altro uomo con l’uso della medesima arma, o sceglierne un’altra, ma per distruggere una donna a un uomo bastava una parte di sé; la donna poteva subire un assedio, tentare di proteggersi in una lotta impari dal principio, e ritrovarsi violata, talvolta lacerata talaltra contaminata, in un tutto che restava nell’intimo e che si propagava fin nel profondo.
Nello spirito, nella mente, agli occhi di altri uomini.
Con un pezzo di sé un uomo poteva fare di quella donna una donna virtuosa –se sposo –e una donna perduta –se carnale invasore. Soprattutto poteva farne uno spirito scheggiato dalla paura, avvelenato dalla stessa idea del vivere.

Tutti i personaggi sono caratterizzati alla perfezione, sia dal punto di vista fisico che psicologico.
Ognuno ha una personalità ben definita ed è facile immedesimarsi in loro, capire cosa provano e le motivazioni che li portano alle scelte che compiono.

Briseide

Li amava di amori diversi, impossibilitata a farli equivalere nel modo in cui gli umani ricercavano l’equilibrio delle cose, ma quel di cui si curava era soltanto l’evidenza di amarli entrambi comunque.

Briseide è la protagonista femminile di questo romanzo e una delle mie preferite in assoluto.

È una persona tenace, fiera e coraggiosa, anche ingegnosa quando serve, oltre a Patroclo è l’unica che osi tenere testa ad Achille.

Apparteneva a lui. Lo sapeva, lo aveva saputo dal terzo giorno di prigionia, ma non glielo aveva mai sentito dire in quel modo, come se nella più strana maniera e per il più strano dei motivi gli importasse.

All’inizio soffre per la sua nuova condizione, è la schiava di Achille, ma non vuole rinunciare alla propria individualità, non accetta l’idea di non essere più una persona libera e di dover sottostare a un padrone.

Essere schiava, per lei, vuol dire non avere più una voce e non vuole essere considerata come un oggetto che qualcuno possiede, ma come una persona di cui prendersi cura.

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Briseide e Achille Immagine di Amerikawho 

Sentire la trama di quelle cuciture premerle addosso, sulla pelle, equivalse a realizzare di non averla più davvero, una pelle, perché non c’era più nulla in grado di ricoprire e preservarle l’anima.

Ha avuto un marito, ma non sa cosa sia davvero l’amore e un po’ invidia il sentimento profondo che lega Achille e Patroclo.

Ha una scarsa autostima, non si è mai considerata bella o attraente e nella vita ha sempre fatto ciò che le era stato imposto o che ci si aspettava da lei.
Non ha ancora capito chi sia davvero, cosa vorrebbe per il suo futuro, sa solo che le piacerebbe sentirsi amata e desiderata, ma teme che, in quanto schiava, tutto questo le sia precluso.

A volte è come se non fossi nemmeno nata, come se fossi ancora… un pezzo d’idea. Briseide, una donna, una moglie. E adesso una schiava. Pezzi d’idee, lo vedi. Ma io? Io che idea sono?

Spesso anch’io mi sono sentita così, forse è per questo che adoro Briseide, mi rivedo in lei, nelle sue insicurezze e amo l’immagine di ciascuno di noi come idee.

Col passare dei giorni, anche se sente la mancanza di casa, si affeziona sempre di più a Patroclo e ad Achille, si augura che la guerra finisca presto così non dovrà più temere per la loro sorte nè per quella del suo popolo.
Il legame che la unisce ad Achille e Patroclo è particolare e molto profondo, li ama entrambi in modo diverso e non potrebbe rinunciare a nessuno dei due.

Non poteva amare Achille senza amare Patroclo e non poteva amare Patroclo senza amare Achille; quella era la verità. L’unica che conosceva. L’unica che non avrebbe preteso di giustificare.

Nell’accampamento acheo trova anche dei buoni amici, in particolare Odisseo, un uomo molto intelligente che la sa ascoltare e consigliare. Mi è piaciuto molto come personaggio e sarebbe stupendo se in futuro Eleonora scrivesse un libro su di lui.

Achille

“Corteggia la morte con una serenata di spade, e sembra bramarla per sé.”

Achille il re dei Mirmidoni, è bello come un dio e in parte lo è, sua madre è la dea Teti, ma questo non lo esime dai rischi della vita umana.

Ha una personalità molto particolare, appare freddo e minaccioso, incute anche timore a chi non lo conosce bene, ma in realtà è solo una facciata per nascondere ha i suoi punti deboli.

Il suo destino è già scritto, ma la madre spera che l’amore di Briseide e Patroclo cambi le sue sorti.

Prima che Briseide entrasse nelle loro vite le uniche cose che contavano per Achille erano Patroclo e la gloria eterna, non ha mai voluto né una moglie né dei figli, perché sarebbero stati una distrazione notevole e c’era già Patroclo a deconcentrarlo abbastanza quando era in guerra.
Non gli piace uccidere, ma le battaglie lo animano.

Si innamora di Briseide per il suo coraggio, per la capacità che ha di tenergli testa nonostante sia una schiava nelle sue mani.
Non è solo attrazione ciò che li lega, ma un sentimento profondo che non minaccia in alcun modo il suo rapporto con Patroclo. Briseide è l’unica che può stare con loro, comprendendoli e amandoli, entrambi.

Perché tu sei quiete, Briseide. Sei pace da ciò che sono. Tu quiete, io guerra. E voglio averti comunque, voglio proteggerti comunque. Soprattutto ora, ora che Patroclo rischierà se stesso, e una parte di me

Achille, talvolta, ha delle reazioni esagerate che sconvolgono Briseide, non ha timore degli dei, né teme le conseguenze delle proprie azioni, per loro non nutre alcun rispetto dato che le divinità non hanno a cuore la sorte degli umani, anzi.

Perché per loro non sei nulla. Non siamo nulla. Nulla a parte chicchi di melograno, di cui Ade si ciba per noia e mai per reale fame.

Achille è un personaggio complesso, ma è facile innamorarsi di lui, non solo per la sua bellezza, ma soprattutto per ciò che cela dietro l’armatura da guerriero.

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Achille e Patroclo Immagine di Amerikawho 

Patroclo

Era Patroclo a fare di Achille un uomo, erano i Mirmidoni a fare di lui un re, ed era la guerra a fare del suo corpo un’ombra della fine.

È un personaggio che personalmente ho apprezzato tantissimo.

Patroclo è la grande debolezza di Achille, l’amore della sua vita, anche lui è un ragazzo stupendo, ma più umano e con un carattere migliore.

Fin da subito entra in sintonia con Briseide, capisce quanto la ragazza sia spaventata ed è gentile con lei, facendo in modo che si senta a suo agio.
La desidera, ma rispetta i suoi tempi e le sue volontà.

È l’unico con cui Achille appare più umano, il loro è un rapporto che dura da sempre, sono cresciuti insieme diventando inseparabili e Briseide riesce a inserirsi nelle loro vite al meglio.

Briseis è un romanzo meraviglioso e vi consiglio di leggerlo con tutto il cuore, pagina dopo pagina ti coinvolge sempre di più e la conclusione è perfetta.

Se Eleonora scrivesse altri romanzi a tema mitologico li leggerei sicuramente.

Grazie per essere arrivati fin qui.
Spero di avervi incuriosito almeno un po’!

 

Gratis con Kindle Unlimited

Autrice: Eleonora Fasolino

Eleonora Fasolino è nata a Roma nel 1992.
Si è diplomata al Liceo Classico Eugenio Montale e ha conseguito la Laurea Triennale in Lingue, Culture, Letterature e Traduzione presso l’Università degli Studi di Roma La Sapienza. Si definisce una studentessa sbadata ma una sognatrice precisa: se sembra non ascoltarvi, infatti, è perché probabilmente sta prestando attenzione a uno dei tanti personaggi che aspetta di mettere su carta.

Ama la cucina asiatica e quella messicana, i vestiti più vintage ed eccentrici, rifugiarsi in piccoli bar per sorseggiare cioccolata calda mentre fuori piove e la Scozia.

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